lunedì, dicembre 04, 2006

Il Cammino di Santiago:Pellegrinaggio di 800 km a piedi compiuto da Cesare Corti, 63 anni, dal 1 settembre al 4 ottobre 2005

Cesare Corti in cammino e davanti la Croce di Ferro, simbolo dei pellegrini

Sono mille anni che si cammina verso Santiago di Campostela. Un percorso affascinante, il cui tracciato attuale è ancora quello storico dei pellegrini medievali e ogni notte si dorme in antichi rifugi. Zaino in spalla e sacco a pelo, si cammina con una media di 4 km l'ora. Il cammino di Santiago è nato dopo che si diffuse la notizia del ritrovamento della tomba di San Giacomo l'Apostolo. Dopo la morte e resurrezione di Gesù, gli apostoli che lo seguirono si dispersero per annunciare il Vangelo. Secondo la tradizione, l'apostolo Giacomo arrivò nella penisola Iberica, poi, ritornato in Palestina, vi morì martire. I discepoli ne trafugarono il corpo e lo trasportarono su una barca riportandolo in Ispagna nella regione della Galizia, poi lo seppellirono in un bosco dove eressero un altare. Passarono i secoli, durante i quali, anche a causa di persecuzioni e proibizioni di visitare il luogo, la tomba venne dimenticata e se ne persero le tracce. Intorno all'anno 813, in Galizia, un eremita cominciò a vedere ogni sera sul monte Libradon delle luci. Una notte gli apparve in sogno l'apostolo Giacomo, che lo invitò a scavare sul monte per riportare alla luce il suo sepolcro. L'eremita si mise a cercare e dissotterrò un'arca di marmo contenente resti di uomo. Si gridò al miracolo e si eresse una chiesa sopra il sepolcro, intorno alla quale si sviluppa un piccolo borgo. Furono gli albori di Santiago (S. Giacomo), terza città santa dopo Gerusalemme e Roma. Iniziò il pellegrinaggio che da tutta Europa portò nei secoli gente da tutte le parti del mondo. Nel compiere questo pellegrinaggio, ho voluto sfidare me stesso, la mia capacità di resistenza fisica e mentale. Ottocento Km a piedi, in un paesaggio che va dai Pirenei alle zone mesetiche e aride a quelle più ricche d'acqua, si possono percorrere solo se si è allenati per affrontare ripide salite (sino a 1500 m) e sentieri scoscesi e ...se si ha il desiderio di fare di questo viaggio un'avventura! Può capitare di dormire all'aperto o dentro containers, oppure di essere ospitati nelle chiese se non si trova posto nei rifugi. Può pure succedere di soffrire per le infiammazioni ai tendini, per i dolori muscolari e per le vesciche. Ma tutto questo si supera. Dopo le prime tappe il cammino ti entra nel sangue e ti da una forza interiore fino ad allora sconosciuta. Sono partito dal versante francese dei Pirenei e ho dormito la prima notte a Roncisvalle. Tappa impegnativa di 25 Km. Si attraversano boschi fitti, sentieri accidentati e nebbiosi. Il fascino del cammino sta nella sua lunghezza, che ti offre la possibilità di vivere una esperienza fuori dai ritmi e dagli spazi della normalità. Si torna a gustare appieno il mangiare e il bere, il sostare, il lento e tenace avvicinamento alla meta, gli incontri particolari e inaspettati. Si attraversa la Spagna settentrionale passando per la Navarra, la Rijoa, la Castiglia, Leon e la Galizia. Molte località ricordano fatti storici o religiosi, come Roncisvalle che con la sua foresta ci fa rivivere Rolando e i suoi paladini, la città di Pamplona, dove si possono ammirare le mura e la fortezza, poi Burgos, Leon Logrono, Belorado. In quest'ultima località ho temuto di interrompere il cammino. Un infortunio al ginocchio mi ha costretto ad un giorno di riposo, poi, usando una fascia elastica e un antinfiammatorio, ho ricominciato rallentando il ritmo solo nelle discese. Un secondo infortunio al collo del piede mi stava impededendo la prosecuzione, ma ghiaccio, antinfiammatori e, sopratutto, il non voler subire lo smacco di un anticipato ritorno in Italia, mi hanno fatto superare anche questo ostacolo. Quando i segnali erano molto distanziati fra loro, mi assaliva la paura di avere smarrito la strada, allora mi orientavo seguendo le orme lasciate sulla polvere da altri pellegrini. In mancanza di tracce, mi fermavo aspettando il probabile passaggio di qualcuno. Molta gioia, ma anche molta malinconia ti assale quando si affronta il traguardo finale che porta a Santiago. Sai di lasciare le emozioni che ti sei portato appresso nelle trenta tappe, l'allegria dei rifugi con persone provenienti da tutto il mondo e con le quali si scambiavano le impressioni arraggiandosi con un misto di spagnolo, inglese, francese. Spero di poter ripetere questo cammino o altro pellegrinaggio che mi possa far vivere emozioni anche più forti.
Cesare Corti