William Hogarth, pittore inglese, sosteneva che la bellezza formale non può esprimere l'ideale di verità e moralità che costituisce il fine del Teatro. L'attore non deve recitare col distacco descritto da Diderot. L'attore deve comprendere il personaggio, ma anche sentire. Questo sentire nasce da "involontari mutamenti del corpo" che scaturiscono da una commozione interiore. Prima la verità, poi la bellezza.