Stanotte mi va di pubblicare un mio racconto che ho letto ed è stato letto in giro per l' Italia, oltre che pubblicato in varie raccolte di racconti di giovani autori e anche all'interno del mio libro "Anemos".
BAOB BAR di Arabella Corti
Mi chiamo Ba e sono una tazzina di produzione francese. Ho un cuore rosso trafitto da una freccia dipinto sul petto e lavoro al “BaOb Bar”. Pur essendo una tazzina da caffè, lavoro giorno e notte. Quotidianamente incontro lo sguardo di un mio collega, un ambiguo tazzone da caffèllatte ornato da un diavoletto arancione con ghigno satanico. Il suo nome è Ob. Non ci siamo mai rivolti la parola. Quel tazzone mi intimidisce. Mi suscita delle emozioni anomale, dei pensieri sconci tali che dopo devo recitare le preghiere! Soprattutto quando ci lavano insieme dentro la lavastoviglie. Ma veri momenti di turbamento li vivo quando ci incontriamo tra le mani di una ragazza io e di un ragazzo lui. Sono tre anni che questi due esseri umani fanno colazione insieme e non si sono mai parlati. Lei è dolce e imbranata, lui imbronciato e taciturno. Ma un giorno il mio enigmatico tazzone cade proprio dalle mani di quell’uomo e si rompe. Che dolore ho provato! L’ho perso senza avere avuto modo di conoscerlo! Non ho carpito il diem! Anche l’assassino ha sofferto, perché, dopo un attimo di smarrimento, ha iniziato a piangere e ha abbracciato la ragazza cui non aveva mai parlato, la quale, per abbracciare lui, ha fatto cascare me. Sono rimasti avvinti a lungo. Anche i frantumi miei e del tazzone, mischiatisi, hanno fatto la loro piacevole conoscenza. Tutti, tazze e clienti, osservarono la scena commossi. La proprietaria del Bar ha raccolto i cocci dell’indiavolato tazzone e del mio cuore spezzato e li ha riattaccati. Ci ha regalati ai due ragazzi come ricordo di quel loro tenero momento. Adesso stiamo su una mensola. Dopo la brutta caduta l’odioso ma sexy ghigno del tazzone ha guadagnato in dolcezza e il mio cuore dopo l’incidente s’è fatto più forte. Carpe diem!
Arabella Corti
BAOB BAR di Arabella Corti
Mi chiamo Ba e sono una tazzina di produzione francese. Ho un cuore rosso trafitto da una freccia dipinto sul petto e lavoro al “BaOb Bar”. Pur essendo una tazzina da caffè, lavoro giorno e notte. Quotidianamente incontro lo sguardo di un mio collega, un ambiguo tazzone da caffèllatte ornato da un diavoletto arancione con ghigno satanico. Il suo nome è Ob. Non ci siamo mai rivolti la parola. Quel tazzone mi intimidisce. Mi suscita delle emozioni anomale, dei pensieri sconci tali che dopo devo recitare le preghiere! Soprattutto quando ci lavano insieme dentro la lavastoviglie. Ma veri momenti di turbamento li vivo quando ci incontriamo tra le mani di una ragazza io e di un ragazzo lui. Sono tre anni che questi due esseri umani fanno colazione insieme e non si sono mai parlati. Lei è dolce e imbranata, lui imbronciato e taciturno. Ma un giorno il mio enigmatico tazzone cade proprio dalle mani di quell’uomo e si rompe. Che dolore ho provato! L’ho perso senza avere avuto modo di conoscerlo! Non ho carpito il diem! Anche l’assassino ha sofferto, perché, dopo un attimo di smarrimento, ha iniziato a piangere e ha abbracciato la ragazza cui non aveva mai parlato, la quale, per abbracciare lui, ha fatto cascare me. Sono rimasti avvinti a lungo. Anche i frantumi miei e del tazzone, mischiatisi, hanno fatto la loro piacevole conoscenza. Tutti, tazze e clienti, osservarono la scena commossi. La proprietaria del Bar ha raccolto i cocci dell’indiavolato tazzone e del mio cuore spezzato e li ha riattaccati. Ci ha regalati ai due ragazzi come ricordo di quel loro tenero momento. Adesso stiamo su una mensola. Dopo la brutta caduta l’odioso ma sexy ghigno del tazzone ha guadagnato in dolcezza e il mio cuore dopo l’incidente s’è fatto più forte. Carpe diem!
Arabella Corti